{"id":278,"date":"2016-12-21T12:36:36","date_gmt":"2016-12-21T12:36:36","guid":{"rendered":"http:\/\/barlettiwaas.eu\/?page_id=278"},"modified":"2016-12-22T10:16:10","modified_gmt":"2016-12-22T10:16:10","slug":"come-si-e-arrivati-a-autodiffamazione-di-werner-waas","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/?page_id=278","title":{"rendered":"&#8220;Come si \u00e8 arrivati a Autodiffamazione&#8221;, Werner Waas"},"content":{"rendered":"<section class=\"post-meta fix post-nothumb media\">\n<section class=\"bd post-header fix\">\n<section class=\"bd post-title-section fix\">\n<hgroup class=\"post-title fix\">\n<h1 class=\"entry-title\"><\/h1>\n<\/hgroup>\n<div class=\"metabar\">\n<div class=\"metabar-pad\"><em>Pubblicato il <time class=\"date time published updated sc\" datetime=\"2014-12-20T07:10:58+00:00\">20 dicembre 2014<\/time> \u00b7 in <span class=\"categories sc\"><a href=\"https:\/\/www.alfabeta2.it\/categorie\/peterhandke\/\" rel=\"category tag\">peterhandke<\/a><\/span> \u00b7 <span class=\"post-comments sc\"><a href=\"https:\/\/www.alfabeta2.it\/2014\/12\/20\/come-si-arrivati-autodiffamazione\/#wp-comments\">Add Comment<\/a><\/span><\/em><\/div>\n<\/div>\n<\/section>\n<\/section>\n<\/section>\n<div class=\"entry_wrap fix\">\n<div class=\"entry_content\">\n<p><i><b>Werner Waas<\/b><\/i><\/p>\n<p>All&#8217;inizio c&#8217;era l&#8217;entusiasmo di Lea, sempre di nuovo quel suo entusiasmo! per <i>La notte della Morava<\/i>. E poi c&#8217;era quel suo pluriennale insistere, ossessivo, ininterrotto, perch\u00e9 tirassi fuori un testo, un progetto sul quale lavorare e scappare cos\u00ec dalle contingenze quotidiane e dal vuoto che ci stava per inghiottire. In fondo non avevamo pi\u00f9 fatto nulla di veramente degno di nota dalla nostra <i>Anarchia in Baviera<\/i> due anni prima. Io non avevo voglia di fare niente, non avevo nessun&#8217;idea in grado di mettere in moto qualcosa e assistevo impotente allo sgretolarsi del nostro rapporto.<\/p>\n<p>Nel corso di due anni avevo fatto svariate proposte, sempre con poca convinzione. <i>Suzanne Andler<\/i> della Duras si avvicinava pi\u00f9 di altri alla nostra situazione. Ero di nuovo arrivato al capolinea della mia arte. Avevo perso la lingua e mi trovavo in balia degli eventi. Poi venne Handke, passo dopo passo, molto lentamente. Dapprima con <i>Sono un abitante della torre d&#8217;avorio<\/i>, ovvero lo sguardo di Handke sulla produzione estetica, la sua pretesa di un tempo altro, di uno sguardo pi\u00f9 preciso. <em>Precisione<\/em> era gi\u00e0 stata la parola magica nelle mie conversazioni con Milena Massalongo durante i lavori al <i>Fatzer <\/i>di Brecht. Significa tutto quello che in Italia di questi anni non \u00e8 possibile. Il desiderio di un qualche punto fisso, cristallino, a partire dal quale poter interpretare ex novo il mondo. I &#8220;metodi&#8221; di Handke, dei suoi inizi, per scardinare vecchi e inamovibili modi di vedere e pensare, erano per me una scuola della liberazione. Poi, un giorno, sentii una sua registrazione su disco di <i>Il mondo interiore del mondo esteriore del mondo interiore<\/i>, e sentii&#8230; me. Voglio dire, che sentii la mia estraneit\u00e0 nella lingua, tutto quello che mi separa dal mondo e che determina, in fondo, il mio essere come l\u2019essere di uno che si confronta esattamente con tutto questo.<\/p>\n<p>Seguirono altri viaggi nei testi di Handke, ognuno un tentativo di liberazione dal gi\u00e0 noto, dal gi\u00e0 fissato, attraverso una coriacea attesa, attraverso un paziente aggirarsi alla ricerca di un ritmo, di una forma che riuscisse a far apparire ci\u00f2 che in realt\u00e0 non si pu\u00f2 dire.<br \/>\nL&#8217;emancipazione dal testo tramite il divenire parte di qualcosa fuori di noi, \u00e8 utopia vissuta, se riesce. I testi che per me dimostrano meglio questo processo sono: <i>Ancora tempesta, Il mio anno nella baia di nessuno, Ma io vivo solo degli interstizi<\/i> e <i>Lento ritorno a casa<\/i>.<br \/>\nI due anni seguenti sono stati dedicati alla realizzazione di <i>Autodiffamazione<\/i>, scelto per il suo speciale metodo di elenco di frasi che appartengono a tutti, e per il suo concentrarsi su una coppia primigenia, i due <em>oratori<\/em>: un uomo e una donna.<\/p>\n<p>Intorno a noi il mondo cambiava a un ritmo vertiginoso. I processi di disgregazione sociale che gi\u00e0 da tempo covavano pi\u00f9 o meno sottotraccia, erompevano dappertutto attraverso la sottile coltre di un sistema sociale superato. Un processo di disgregazione che non per ultimo, riguarda anche la lingua e la crescente difficolt\u00e0 di formare delle frasi, e un pensiero. Abbiamo lasciato l&#8217;Italia per la netta sensazione di non riuscire a imboccare una strada fruttuosa, di non poter lavorare ad una prospettiva di futuro. A Berlino, Lea ha perso la lingua e il mondo che conosceva ed ha iniziato seriamente a scrivere. Il titolo del suo primo racconto \u00e8 <i>Il paesaggio<\/i>. Era l&#8217;ultimo impulso per iniziare le prove.<\/p>\n<p>All&#8217;inizio, Lea insisteva per avere un regista esterno, voleva un&#8217;idea forte, un&#8217;idea di una forma, dopo tanti anni non si fidava pi\u00f9 dei miei dubbi ossessivi, tanto pi\u00f9 che stavolta volevo anche recitare. Ma presto ci siamo accorti, e siamo stati d\u2019accordo, che non ci serviva un regista, n\u00e9 alcuna idea venuta da qualche altrove, se solo ci fossimo dimostrati capaci, e ci fossimo permessi, di lasciare fluire il testo dentro di noi e di farci guardare in tutta onest\u00e0, e per cos\u00ec dire senza veli, nel nostro lavoro, come rappresentanti dell&#8217;umanit\u00e0 intera, come unit\u00e0 sociale <em>minima<\/em>.<\/p>\n<p>Dopo l&#8217;iniziale versione solo italiana siamo arrivati per evoluzione naturale all&#8217;attuale forma bilingue, che corrisponde esattamente a ci\u00f2 che il testo \u00e8: un gioco esistenziale con la lingua. Questo testo \u00e8 un dispositivo per il superamento del proprio io, per la presa di contatto col mondo. &#8220;Io sono venuto al mondo&#8221;.<\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Pubblicato il 20 dicembre 2014 \u00b7 in peterhandke \u00b7 Add Comment Werner Waas All&#8217;inizio c&#8217;era l&#8217;entusiasmo di Lea, sempre di nuovo quel suo entusiasmo! per La notte della Morava. 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