{"id":328,"date":"2016-12-22T08:42:38","date_gmt":"2016-12-22T08:42:38","guid":{"rendered":"http:\/\/barlettiwaas.eu\/?page_id=328"},"modified":"2018-11-06T10:15:44","modified_gmt":"2018-11-06T10:15:44","slug":"poetry-novels-lea-barletti","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/?page_id=328","title":{"rendered":"Barletti\/Poetry &#038; Novels"},"content":{"rendered":"<h5><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-693\" src=\"https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/LibroCopertina-218x300.jpg\" alt=\"\" width=\"377\" height=\"519\" srcset=\"https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/LibroCopertina-218x300.jpg 218w, https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/LibroCopertina-768x1057.jpg 768w, https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/LibroCopertina-744x1024.jpg 744w, https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2018\/11\/LibroCopertina.jpg 1200w\" sizes=\"auto, (max-width: 377px) 100vw, 377px\" \/><\/h5>\n<h3><strong>Il paesaggio<\/strong><\/h3>\n<h5><strong><em>(dall&#8217; incipit del primo racconto)<\/em><\/strong><\/h5>\n<p><em>&#8220;ma il tuo dolore mi penetra fin nelle fibre pi\u00f9 strette del mio corpo universale&#8221;<\/em><\/p>\n<p><em>(A. Rosselli)<\/em><\/p>\n<p>Se avessi immaginato di finire un giorno intrappolata in queste tre foto, e in tutte le altre che tu non hai scelto, non mi sarei mai fatta fotografare, mai. Oppure: oppure avrei fotografato tutto, in ogni istante: ogni volto, ogni oggetto, ogni luogo. Avrei tappezzato le pareti, tutte le pareti, di tutte le stanze, di tutte le case in cui ho vissuto, di foto, e in nessuna sarei comparsa io, solo tutto il resto, tutto quello che giorno dopo giorno componeva il mio paesaggio. Tutto avrebbe brillato, illuminato dal mio sguardo: una traccia, un dipanarsi di segni del mio passare, del mio essere parte di un paesaggio.\u00a0(&#8230;)<\/p>\n<p>Qui il link alla casa editrice:<\/p>\n<p><a href=\"https:\/\/musicaos.org\/leabarletti\/\">https:\/\/musicaos.org\/leabarletti\/<\/a><\/p>\n<p>Dalla postfazione di Carlo D&#8217;Amicis:<\/p>\n<p>\u201cIl \u2018Libro dei dispersi e dei ritornati\u2019 esplora le possibilit\u00e0 del reale a partire da un\u2019azione, il guardare, che l\u2019uomo ha messo a fondamento di ogni processo di conoscenza. Dalla caverna di Platone a \u2018Cecit\u00e0\u2019 di Saramago, ogni discorso (o narrazione) intorno alla capacit\u00e0 di vedere \u00e8 sempre stato funzionale al bisogno di sapere. Lea Barletti lo sa bene, e affronta questo viaggio di luce e di tenebra con la consapevolezza che ogni sguardo \u00e8 debito\u201d.<\/p>\n<div class=\"page\" title=\"Page 1\">\n<div class=\"layoutArea\">\n<div class=\"column\">\n<p>Dalla recensione di Geraldine Meyer (L&#8217;Ottavo, 20\/6\/2018):<\/p>\n<p>(&#8230;) Non \u00e8 un libro facile. Anzi. E non \u00e8 neanche un libro innocuo. Anzi. In alcune pagine fa male, molto male. Perch\u00e9 questo libro \u00e8 un forte, poetico e disperato tentativo di fare rivivere. Fare rivivere un\u2019ipotesi, una possibilit\u00e0, reale o immaginaria non ha nessuna importanza. Prendere la fotografia di uno sconosciuto e lasciare che essa interroghi e solleciti al punto da farsi elemento scatenante di un\u2019invenzione \u00e8 sicuramente un abuso ma, del resto, la letteratura migliore \u00e8 un abuso che non pu\u00f2 lasciare ostaggi vivi. L\u2019umanit\u00e0 ritratta non va persa proprio perch\u00e9 qualcuno cerca di rimettere insieme i pezzi che, in quel ritratto, non sono entrati perch\u00e9 neanche esistono forse. Ma non per questo sono inesistenti. Altrimenti, se dovessimo rassegnarci a questo dovremmo anche rassegnarci a non \u201cpregare i nostri morti\u201d, come dice sempre D\u2019Amicis nella postfazione. (&#8230;)\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lottavo.it\/2018\/06\/cio-che-non-compare-in-una-fotografia\/\">https:\/\/www.lottavo.it\/2018\/06\/cio-che-non-compare-in-una-fotografia\/<\/a><\/p>\n<\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il paesaggio (dall&#8217; incipit del primo racconto) &#8220;ma il tuo dolore mi penetra fin nelle fibre pi\u00f9 strette del mio corpo universale&#8221; (A. Rosselli) Se avessi immaginato di finire un giorno intrappolata in queste tre foto, e in tutte le altre che tu non hai scelto, non mi sarei mai fatta fotografare, mai. 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