{"id":628,"date":"2018-03-22T15:13:54","date_gmt":"2018-03-22T15:13:54","guid":{"rendered":"http:\/\/barlettiwaas.eu\/?page_id=628"},"modified":"2025-10-22T16:12:51","modified_gmt":"2025-10-22T16:12:51","slug":"monologo-della-buona-madre","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/?page_id=628","title":{"rendered":"Monologo della buona madre"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-block-embed-youtube wp-embed-aspect-16-9 wp-has-aspect-ratio\"><div class=\"wp-block-embed__wrapper\">\n<iframe loading=\"lazy\" title=\"Trailer: Monologo della buona madre - Ashes to Ashes (ita)\" width=\"1200\" height=\"675\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/6JfbrtMAT04?feature=oembed\" frameborder=\"0\" allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share\" referrerpolicy=\"strict-origin-when-cross-origin\" allowfullscreen><\/iframe>\n<\/div><\/figure>\n\n\n<div class=\"one-half column-block\">\n<h2>\u00a0<\/h2>\n<h2><strong>Monologo della buona madre<\/strong><\/h2>\n<h3 class=\"linebreak\">\u00a0<strong>di<\/strong>\u00a0Lea Barletti<\/h3>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/BuonaMadreOnza5-1024x610.jpg\" \/><\/p>\n<p><em><a href=\"https:\/\/vimeo.com\/397129950\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/vimeo.com\/397129950<\/a> Video dello spettacolo al Teatro Torlonia, Marzo 2020<\/em><\/p>\n<p><em>Monologo della buona madre<\/em>\u00a0\u00e8 una confessione, una confessione in pubblico. Una confessione e un\u2019ammissione di incapacit\u00e0. Incapacit\u00e0 di vivere tout court, forse, o comunque incapacit\u00e0 di vivere al di fuori dello sguardo dell\u2019altro. Ed \u00e8 l\u2019ammissione di quanto proprio la ricerca, nello sguardo altrui (che sia lo sguardo degli spettatori o lo sguardo della comunit\u00e0 umana cui si appartiene), di una sorta di \u201cpermesso d\u2019esistere\u201d, possa essere il motivo per cui si va in scena:\u00a0 \u201cGuardami, ascoltami, amami; fa\u2019 che io sia!\u201d \u00e8 la richiesta, pi\u00f9 o meno esplicita, pi\u00f9 o meno sottintesa. Dunque, non si tratta solo di una donna, di una madre, che ha sempre voluto essere amata, ma anche di un\u2019attrice, e del motivo profondo del suo agire in scena.<\/p>\n<\/div>\n<div class=\"one-half column-block\">\n<p align=\"justify\"><em>Monologo della buona madre<\/em>\u00a0\u00e8 la storia di un corpo a corpo: un corpo a corpo di una donna con se stessa ed il proprio corpo, con la propria coscienza, con il proprio ruolo di madre, con i figli, con l\u2019immagine di s\u00e9, con i propri modelli, con le proprie aspettative, con la propria inadeguatezza, con la propria fallibilit\u00e0, con la propria creativit\u00e0, con il tempo, con la vita, con la lingua, con l\u2019amore.<br \/>Una donna, da sola in scena. Seduta in mezzo alla gente, al pubblico. Inizia il suo discorso dichiarando la propria intenzione di andarsene. Non se ne andr\u00e0, perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 vita, per lei, come persona e come attrice, al di fuori dello sguardo altrui. Perch\u00e9 non c\u2019\u00e8 mondo se non quello che si crea nel discorso tra simili, e il teatro \u00e8 questo discorso, come bene avevano capito i greci. Il mondo, la vita, \u00e8 quello che succede tra le persone mentre si parlano: quello che succede tra l\u2019attore e lo spettatore. Il mondo \u00e8 qui, \u00e8 adesso, \u00e8 il teatro.<\/p>\n<\/div>\n<p align=\"justify\">Prima rappresentazione in forma di lettura scenica al Teatro i (Milano): 5 marzo 2018<\/p>\n<p align=\"justify\">Debutto il 3 agosto 2018, Festival &#8220;I Teatri della Cupa&#8221;, Novoli (Le)<\/p>\n<p align=\"justify\">Qui \u00e8 possibile leggere alcuni estratti del testo:\u00a0<a href=\"https:\/\/www.lottavo.it\/2018\/09\/5433\/\">https:\/\/www.lottavo.it\/2018\/09\/5433\/<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">link a critiche:<\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.glistatigenerali.com\/teatro\/una-recensione-scritta-prima-che-chiudessero-i-teatri\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">recensione porcheddu stati generali<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.milanofree.it\/201803059599\/milano\/teatro\/guardami_cosi_che_io_possa_esistere_monologo_della_buona_madre_in_scena_a_teatro_i.html\">https:\/\/www.milanofree.it\/201803059599\/milano\/teatro\/guardami_cosi_che_io_possa_esistere_monologo_della_buona_madre_in_scena_a_teatro_i.html<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a href=\"https:\/\/www.iltascabile.com\/linguaggi\/teatro-figli\/?fbclid=IwAR1twPohMI7wXIcQb0J_W0XIvPAwQX8G_zB6TN_tjNimi1GzOtzem1ukjL4\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">graziano graziani sul testo Monologo della buona madre<\/a><\/p>\n<p align=\"justify\">Di seguito la critica di Franco Ungaro apparsa sul Nuovo Quotidiano di Puglia:<\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"color: #1d2129;\">\u201c<\/span><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\"><span style=\"color: #1d2129;\"><b>La vita e i sogni di Lea, attrice immigrata\u201d di Franco Ungaro<\/b><\/span><b><br \/><\/b><span style=\"color: #1d2129;\"><b>(10 agosto 2018, Nuovo Quotidiano di Puglia)<\/b><\/span><\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\">\u2018<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Lea Barletti, attrice e performer. Salita sul palco la prima volta a quindici anni, non ne \u00e8 pi\u00f9 voluta scendere\u2026Non si \u00e8 mai sentita a casa in Italia, non si sente a casa in Germania, ma almeno adesso \u00e8 ufficialmente un\u2019immigrata\u2019, si racconta a suo modo l\u2019attrice leccese emigrata a Berlino non per scelta ma per delusioni professionali maturate in questa terra troppo ingenerosa con i suoi talenti. L\u2019altra sera deve essere stato per lei un cortocircuito emozionale di non poco conto presentarsi a Novoli al festival \u2018I teatri della Cupa\u2019 con uno spettacolo teatrale e un libro di racconti, entrambi scritti da lei. Due lavori che condensano e confermano la vocazione autoriale dell\u2019attrice nel segno di una maturit\u00e0, di una fecondit\u00e0 e forza espressiva inusuale. <\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Lo spettacolo dal titolo \u2018Il monologo della buona madre\u2019 ha tenuto inchiodato il pubblico per novanta minuti sin dal suo arrivo in scena, seduta su un piccolo trabattello, portata in processione come una santa\/madonna da due officianti laici. Una recitazione e una interpretazione asciutta ma debordante di sguardi e di significati con la voce e gli occhi che cercano ininterrottamente i cuori e le menti degli spettatori. Uno spettacolo che comincia con un addio, un congedarsi dai modelli e dalle convenzioni del \u2018dover essere\u2019 uguale e conforme alla maggior parte delle madri, delle mogli, delle figlie e delle attrici, un desiderio di sottrarsi a quel gioco per cui in teatro e nella vita bisogna recitare, fingere un ruolo dettato e imposto da altri sino a diventare altra e altre, sino a rinunciare alla propria identit\u00e0. Lea azzera qualsiasi sovrastruttura e convenzione teatrale, tutto \u00e8 ridotto all\u2019essenziale, al necessario. In scena c\u2019\u00e8 lei come persona, la sua vita con le aspirazioni e i sogni che si infrangono sulle fragilit\u00e0 e le incapacit\u00e0 del suo essere madre e attrice che tiene insieme i fili della vita e del teatro grazie all\u2019amore per la vita e per il teatro. Non \u00e8 Lea a identificarsi in un personaggio, ma sono gli spettatori a identificarsi in Lea in una comunicazione sincera, per nulla artificiale, in una esperienza condivisa di storie e di vite. Sono gli spettatori che per tutta la durata dello spettacolo non riescono a distogliere lo sguardo e l\u2019orecchio dagli occhi e dalla voce della magnetica Lea perch\u00e9 insieme vivono la stessa vita , le stesse fragilit\u00e0, cadute e incapacit\u00e0.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><a name=\"_GoBack\"><\/a> \u2018<span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Ogni sguardo \u00e8 debito: se distogliere la vista dal nostro prossimo, ci rende colpevoli, guardarlo ci rende responsabili\u2019, scrive Carlo D\u2019Amicis nella postfazione al \u2018Libro dei dispersi e dei ritornati\u2019 scritto da Lea Barletti per Musicaos editore. Come nel monologo anche in questi \u201811 racconti per 12 foto naufragate e una radiografia\u2019 Lea si mette in gioco in un gioco di sguardi che diventano origine, contenuto e oggetto della scrittura. Tutto parte del ritrovamento di foto e album da un rigattiere di Berlino. Quelle foto innescano curiosit\u00e0 e desiderio di raccontare le vite dietro le immagini, soprattutto attivano sguardi che rivelano amore, empatia, immedesimazione non con dei personaggi ma di nuovo con delle persone in carne ed ossa. In \u2018Una storia\u2019 c\u2019\u00e8 l\u2019edicolante che fotografa suo figlio mentre lo lascia il primo giorno di scuola e ci fa avvertire il suo silenzioso e melanconico trapasso ad altra vita; in \u2018Suonare l\u2019armonica\u2019 c\u2019\u00e8 la passeggiata solitaria dello zio anziano col cane in un parco tra solitudini e paure; in \u2018Paesaggio\u2019 le tre foto raccontano un compleanno e il pomeriggio di una coppia al luna-park con il tiro al bersaglio, metafora di un amore che si consuma tra sfida, compiacimento e complicit\u00e0. Gli sguardi di Lea diventano sonde dentro le ferite, le macerie, le ruggini, gli scivolamenti, le vertigini, le vergogne, le colpe delle nostre vite. Il merito principale dei suoi lavori \u00e8 quello di raccontare le nostre vite con un linguaggio semplice e comunicativo, ma anche profondo, con uno stile alieno da qualsiasi barocchismo di matrice salentina e nello stesso tempo senza il filosofare astratto di tanta letteratura, anche teatrale, tedesca. Sguardi umani, troppo umani.<\/span><\/span><\/p>\n<p lang=\"it-IT\" align=\"justify\"><span style=\"font-family: Times New Roman, serif;\"><span style=\"font-size: medium;\">Franco Ungaro<\/span><\/span><\/p>\n<p class=\"cjk\">\n\n\n<figure class=\"wp-block-image\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"652\" src=\"https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/BuonaMadre_Onza3-1-1024x652.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-776\" srcset=\"https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/BuonaMadre_Onza3-1-1024x652.jpg 1024w, https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/BuonaMadre_Onza3-1-300x191.jpg 300w, https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/BuonaMadre_Onza3-1-768x489.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><figcaption class=\"wp-element-caption\">Monologo della buona madre, L. Barletti, ph. Luciano Onza<\/figcaption><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-gallery has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex\">\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"610\" data-id=\"779\" src=\"https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/BuonaMadreOnza5-1024x610.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-779\" srcset=\"https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/BuonaMadreOnza5-1024x610.jpg 1024w, https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/BuonaMadreOnza5-300x179.jpg 300w, https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/BuonaMadreOnza5-768x458.jpg 768w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"616\" data-id=\"780\" src=\"https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/BuonaMadreph.L.Onza_-1024x616.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-780\" srcset=\"https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/BuonaMadreph.L.Onza_-1024x616.jpg 1024w, https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/BuonaMadreph.L.Onza_-300x180.jpg 300w, https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/BuonaMadreph.L.Onza_-768x462.jpg 768w, https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2019\/06\/BuonaMadreph.L.Onza_.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n<\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>\u00a0 Monologo della buona madre \u00a0di\u00a0Lea Barletti https:\/\/vimeo.com\/397129950 Video dello spettacolo al Teatro Torlonia, Marzo 2020 Monologo della buona madre\u00a0\u00e8 una confessione, una confessione in pubblico. 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