{"id":1099,"date":"2023-10-13T13:02:45","date_gmt":"2023-10-13T13:02:45","guid":{"rendered":"http:\/\/barlettiwaas.eu\/?p=1099"},"modified":"2023-10-13T13:02:45","modified_gmt":"2023-10-13T13:02:45","slug":"un-bellissimo-e-attento-sguardo-sul-nostro-parla-clitemnestra","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/?p=1099","title":{"rendered":"Un bellissimo e attento sguardo sul nostro &#8220;Parla, Clitemnestra!&#8221;"},"content":{"rendered":"\n<p>ad opera di un giornalista tenuto a restare anonimo perch\u00e9 da contratto non pu\u00f2 firmare pezzi che la sua testata non ha richiesto.<\/p>\n\n\n\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"623\" src=\"https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CliteLeaGabrijpg-1024x623.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1100\" srcset=\"https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CliteLeaGabrijpg-1024x623.jpg 1024w, https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CliteLeaGabrijpg-300x183.jpg 300w, https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CliteLeaGabrijpg-768x467.jpg 768w, https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CliteLeaGabrijpg-1536x935.jpg 1536w, https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2023\/10\/CliteLeaGabrijpg-2048x1246.jpg 2048w\" sizes=\"auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Bari, 30 settembre 2023, Chiesa di S. Gaetano<\/p>\n\n\n\n<p>&#8220;Parla, Clitemnestra! &#8211; Un&#8217;eterna tragedia&#8221;, in versi, di Lea Barletti<\/p>\n\n\n\n<p>con Lea Barletti e Gabriele Benedetti, regia di Werner Waas.<\/p>\n\n\n\n<p>Dopo lo spettacolo, lo stretto plinto che gli attori hanno usato come palco \u00e8 coperto di un velo di polvere. Sul piano lucido e nero si distinguono le scie semicircolari tracciate dai piedi nudi di Clitemnestra e Agamennone, che si sono parlati e sfiorati a lungo (sfiorati, anche abbracciati, ma soprattutto sfiorati data l&#8217;esiguit\u00e0 dello spazio). Quella che potrebbe sembrare calce sfarinata e planata dal soffitto, sono invece scaglie di cerone, che gli attori avevano spalmato sulla pelle e sui capelli. Nella scena, si sono mossi come figure di stucco improvvisamente animate. Un risveglio (reale o sognato?) che per Clitemnestra \u00e8 l&#8217;occasione per evadere dai ruoli assegnati finora dal padre, dai mariti, dallo stesso drammaturgo. Nello spazio di questo copione, l&#8217;eroina dunque riscrive il suo destino e ribalta i canoni narrativi, quanto basta per dare alla protagonista una voce inedita. Come se la parte pi\u00f9 autentica di questa donna finora avesse taciuto, o pronunciato parole non sue.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Le pareti della chiesa di San Gaetano a Bari Vecchia sono un teatro di ombre. La sagoma dell&#8217;attrice si distingue sui muri, proiettata dalle torce elettriche fornite al pubblico. Senza lo spettatore, Clitemnestra avrebbe parlato in una sala buia.&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>Il dialogo con Agamennone in effetti \u00e8 intimo, precisamente coniugale. Il sovrano, il guerriero, \u00e8 nudo salvo un lenzuolo bianco. Le insegne del potere e della gerarchia marziale sono rimasti fuori dalla stanza. Eppure, questa stanza \u00e8 un teatro di passioni. La morte sembra aleggiare sopra le nostre teste. Come minaccia, come orizzonte, come cosa tra le cose. Intatta \u00e8 la rabbia di Clitemnestra verso il marito (pi\u00f9 volte assassino, pi\u00f9 volte ai danni della sua &#8220;unica donna&#8221;). La pelle brucia sotto il bianco, muove i corpi e li induce a torsioni continue, sempre scomode. Sono le parole a scolpire in continuit\u00e0 le uniche forme dell&#8217;azione. I nomi che diamo alle cose, sembra spiegare la protagonista, ne decidono la sostanza. Cos\u00ec funziona, forse, la coscienza. Le parole attivano una catena di riflessioni, esitazioni, deliberazioni. A partire da certe sue parole, la protagonista decider\u00e0 cos\u00ec la sorte del marito, potente sovrano.&nbsp;&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p>A determinare la realt\u00e0 rappresentata \u00e8 anche lo spettatore. Puntando le luci verso gli attori, il pubblico guida lo sguardo. Ciascun fascio di luce indica anche agli altri spettatori, li interroga: &#8220;Che dite, \u00e8 qui che bisogna guardare adesso?&#8221;, poi Clitemnestra lo dice: gli eventi che osserviamo sono determinati dalla nostra presenza. Lo spettatore, quindi, non \u00e8 mai estraneo. Anzi, lo spettatore crea attivamente i fenomeni che propone alla propria coscienza.<\/p>\n\n\n\n<p>L&#8217;esperienza dunque \u00e8 collettiva. Uno spettatore si domander\u00e0 come mai l&#8217;estraneo seduto dall&#8217;altra parte della sala abbia deciso di illuminare quella spalla, quello zigomo, magari lasciando in ombra un altro sguardo, un&#8217;altra mano. Un altro spettatore con la sua torcia tenter\u00e0 di rimediare, mentre il copione scorre. La parola libera di Clitemnestra illumina le sue intenzioni, rompe l&#8217;ombra del cuore. Non solo la scena \u00e8 esplicitamente interattiva: lo diventa anche il dialogo tra gli spettatori. Sottolineo &#8220;esplicitamente&#8221;: finora abbiamo dialogato con gli estranei della platea attraverso segnali pi\u00f9 discreti, subliminali. Ci siamo esposti ai sospiri, ai colpi di tosse, alle suonerie distrattamente attivate, ma anche ai segnali pi\u00f9 sottili, le vibrazioni olfattive che il cervello registra e trasforma in emozioni che la coscienza non sa spiegare. Entrando in una sala, condividendo il buio artificiale con un gruppo di estranei, ci esponiamo a un contagio emotivo che \u00e8 pura biologia. Di pi\u00f9: mettiamo in gioco il nostro vissuto, le nostre emozioni, i nostri umori. Il corpo di uno spettatore lavora sempre. La scelta del regista, suggerita dalle parole di Clitemnestra, porta alla ribalta anche noi spettatori. Forse non \u00e8 un caso che ci\u00f2 avvenga dopo il digiuno imposto dalla pandemia.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ad opera di un giornalista tenuto a restare anonimo perch\u00e9 da contratto non pu\u00f2 firmare pezzi che la sua testata non ha richiesto. Bari, 30 settembre 2023, Chiesa di S. Gaetano &#8220;Parla, Clitemnestra! &#8211; Un&#8217;eterna tragedia&#8221;, in versi, di Lea Barletti con Lea Barletti e Gabriele Benedetti, regia di Werner Waas. Dopo lo spettacolo, lo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-1099","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1099","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1099"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1099\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1101,"href":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1099\/revisions\/1101"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1099"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1099"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1099"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}