{"id":1263,"date":"2026-02-03T13:23:32","date_gmt":"2026-02-03T13:23:32","guid":{"rendered":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/?p=1263"},"modified":"2026-02-12T14:24:48","modified_gmt":"2026-02-12T14:24:48","slug":"ciao-carlo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/?p=1263","title":{"rendered":"Ciao Carlo"},"content":{"rendered":"\n<figure class=\"wp-block-image size-full\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"640\" height=\"960\" src=\"https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/618816540_1290378366456854_7133715171769267878_n.jpg\" alt=\"\" class=\"wp-image-1266\" srcset=\"https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/618816540_1290378366456854_7133715171769267878_n.jpg 640w, https:\/\/barlettiwaas.eu\/wp-content\/uploads\/2026\/02\/618816540_1290378366456854_7133715171769267878_n-200x300.jpg 200w\" sizes=\"auto, (max-width: 640px) 100vw, 640px\" \/><\/figure>\n\n\n\n<p>Caro Carlo,<\/p>\n\n\n\n<p>un giorno, molti anni fa, ti ho scritto una lettera, erano gli anni 80, ti avevo visto in \u201cGeorges Dandin\u201d, ero un giovane tedesco trapiantato da poco in Italia e avevo voglia di imparare il teatro. Nella lettera ti raccontavo cosa avevo imparato fino a quel momento, e da chi, e ti chiedevo se potevo imparare da te. Non mi hai risposto, allora sono venuto a trovarti al teatro Ateneo, facevi \u201eClaus Peymann si compra un paio di pantaloni e viene a mangiare con me\u201c, e mi sono presentato in camerino come colui che ti aveva scritto quella lettera, abbiamo parlato un po\u2019, siamo andati insieme a cena ed \u00e8 stato l\u2019inizio di una lunga storia. Non ti sei mai sottratto al farmi da maestro e l\u2019hai fatto in modo sorprendente e sempre con cura, quasi come un padre, mi viene da dire, anche se a te non sarebbe piaciuto sentire questa parola. Venivo spesso a trovarti a Campagnano, nella casa che fu di Elsa, piena di libri, e tu sempre a leggere, la sera davanti al fuoco, di giorno alla finestra. Mi ricordo che durante le prove della \u201eDodicesima notte\u201c a Siena, il nostro primo lavoro insieme, tu bevevi una bottiglia di whisky al giorno, forse anche di pi\u00f9, e inoltre non so quante e quali sostanze, una sera mi sei crollato a terra per strada dopo cena, la disperazione deve essere stata davvero tanta ma rimanevi sempre lucido, spinto avanti da un motore inarrestabile, alimentato da un fuoco che ti bruciava dentro. Il tuo Feste, pochi se ne ricorderanno, perch\u00e9 quella \u201eDodicesima notte\u201c non ha avuto molte repliche, \u00e8 stato per me una rivelazione: un ruolo marginale, da outsider, che nelle sue canzoni, da te cantate nel tuo stile strascicato, quasi come se fossero una concessione da parte di Feste, ci rese partecipi della lucida disperazione di un essere che non si tradisce. Era forse questo il ruolo che pi\u00f9 di tutti ti rivelava nella tua essenza poetica, nel tuo essere vero, seppure ai margini, in un mondo fatto di pose e rumori vanesii. \u00c8 lo stesso tipo di ruolo che hai sviluppato pi\u00f9 tardi, nella produzione forse pi\u00f9 bella a cui mi \u00e8 stato dato assistere, in \u201eLeonce e Lena\u201c di B\u00fcchner nel salone del CRT nella squallida periferia milanese. Facevi Valerio, il sornione maestro-non maestro di Leonce, come uno smitizzatore di concetti di potere, di autoillusioni e dei meccanismi abbaglianti della retorica. Le prove erano lunghe, anche 12-13 ore al giorno, uno sperimentare infinito, con la tortura del metronomo (che si materializz\u00f2 poi anche durante le repliche), un ricominciare perpetuo in questa sala delle feste abbandonata, in quello squillante giallo canarino scelto da Titina per la scena, col corridoio invisibile ma udibile intorno &#8211; un mondo intero.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi Ibsen, Pinter, Pirandello. E sempre di nuovo quella tua smania (o era necessit\u00e0?) di far scendere un tetro terrore, a volte, su tutta la compagnia, tutti noi e tutto il teatro ammutoliti, mentre tu te ne stavi nel tuo camerino, sentendo tutto, qualsiasi movimento, ogni moto d\u2019animo, qualsiasi cosa &#8211; non so come facevi, un sentire gigantesco, fisico, un ascolto non con le orecchie ma come di un corpo fuso con lo spazio. Spesso mi davi la sensazione come di un paio di spalle che si caricavano di tutto il dolore, che si facevano portatrici di una dimensione morale e di un senso di irrinunciabile necessit\u00e0. Cos\u00ec mi apparivi, cos\u00ec eri, spesso non facile ma sempre eccezionalmente vero.<\/p>\n\n\n\n<p>Poi venne la trilogia shakespeariana a Palermo, ancora Shakespeare, il doloroso e faticoso transfer del ruolo di una vita sulle spalle di un altro attore, pi\u00f9 giovane, prove epiche piene di amore e anche di violenza, spesso contro te stesso. Poi \u201eMisura per Misura\u201c e il \u201eSogno di una notte di mezza estate\u201c, nelle prove spesso ti sostiutivo in scena, sentendo tutta la mia inadeguatezza, l\u2019impossibilit\u00e0 di sostenere quelle parole, quella posizione nello spazio, quel ruolo. Sempre, fin dall\u2019inizio, mi spingevi continuamente verso la scena, non concepivi proprio come si potesse essere solo registi, \u201eti fai scappare il meglio\u201c dicevi, e avevi ragione.<\/p>\n\n\n\n<p>E anche a Palermo sempre di nuovo la presenza costante di Elsa, tentasti di fare delle prove de \u201eLa serata a Colono\u201c, ma era praticamente impossibile, vedevo come combattevi con le lacrime, con la commozione, non ti avevo mai visto cos\u00ec vulnerabile, cos\u00ec abbandonato. Lei \u00e8 stata la tua maestra, pi\u00f9 di Eduardo, dopotutto \u00e8 stata lei che ti ha consigliato il nome \u201eGranteatro\u201c per la compagnia (in contrasto col Piccolo che c\u2019era gi\u00e0), il consiglio di Eduardo invece era \u201eI ruspanti\u201c.<\/p>\n\n\n\n<p>Negli ultimi anni i nostri discorsi hanno cominciato a girare molto intorno alla morte e non pi\u00f9 solo e sempre intorno al teatro. Eri stanco, \u201ela mente vorrebbe morire ma il corpo si rifiuta, \u00e8 aggrappato alla vita\u201c, cos\u00ec mi dicevi. Spesso mi chiedevi di Lea e dei nostri figli Rocco e Tobia, avevi un ottimo rapporto con i ragazzi, anche se forse non eri proprio nato pedagogo, ma avevi un gran cuore e generosit\u00e0. In novembre l\u2019ultima telefonata, volevo venirti a trovare ma dicevi che eri troppo stanco, cos\u00ec abbiamo rimandato. E poi all\u2019improvviso sei uscito di scena, da solo, a Campagnano nella casa di Elsa, ormai da tempo orfana di gatti.<\/p>\n\n\n\n<p>Mi mancherai Carlo, volevo dirti grazie di tutto, lo so che non puoi pi\u00f9 leggere quest\u2019ennesima lettera, ma mi ha fatto bene scrivertela, potersi dire addio fa bene, sappi che sento la tua presenza anche nell\u2019assenza, ciao<\/p>\n\n\n\n<p>Werner<\/p>\n\n\n\n<p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Caro Carlo, un giorno, molti anni fa, ti ho scritto una lettera, erano gli anni 80, ti avevo visto in \u201cGeorges Dandin\u201d, ero un giovane tedesco trapiantato da poco in Italia e avevo voglia di imparare il teatro. Nella lettera ti raccontavo cosa avevo imparato fino a quel momento, e da chi, e ti chiedevo [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[1],"tags":[],"class_list":["post-1263","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-uncategorized"],"jetpack_featured_media_url":"","jetpack_sharing_enabled":true,"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1263","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1263"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1263\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1269,"href":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1263\/revisions\/1269"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1263"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1263"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/barlettiwaas.eu\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1263"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}